Ormai è di dominio pubblico la notizia che vede lo stadio di Trieste, il Nereo Rocco, affrontare degli importanti lavori di rifacimento del manto, così da poter disporre di un terreno di gioco di livello internazionale. Un lavoro che testimonia l’ambizione e il lungo termine della proprietà americana e che non sarebbe stato possibile senza la preziosa collaborazione di Regione FVG, Comune di Trieste e LND. 

NON SOLO IL NUOVO MANTO, BEN VUOLE TUTTO

La Triestina però non si fermerà ad usufruire del nuovo manto erboso, che consentirà all’Unione di tornare a giocare le partite di casa tra le mura amiche, con la spinta del proprio pubblico (cosa che dovrebbe essere la normalità, ma della quale in questa stagione ci si è disabituati abbastanza in fretta): infatti, come riportato da Ciro Esposito nell’edizione del Piccolo del 13 marzo, il presidente Ben Rosenzweig ha intenzione di formalizzare la gestione diretta dello stadio. Non avverrà nell’immediato, dal momento che per l’iscrizione della Triestina al prossimo campionato c’è bisogno di prorogare la convenzione in essere fino al 30 giugno 2025, ma è nel lasso di tempo che andrà di qui alla fine della prossima stagione che si concretizzerà l’accordo che vedrà il Comune di Trieste concedere la gestione diretta dello stadio al club alabardato. La Triestina, infatti, ha già avviato la negoziazione e sta predisponendo il piano finanziario (come previsto dalla legge) con un investimento stimato sui 30 milioni di euro per una concessione trentennale, ossia dal 2025 al 2055. Tra gli interventi strutturali previsti ci sono un nuovo impianto di illuminazione, gli sky box e una serie di fori commerciali e punti dedicati alla ristorazione. Sembra tanto? E lo è, ma non è finita qui.

…MA VERAMENTE TUTTO

Le ambizioni della proprietà della Triestina appaiono genuine nelle parole del presidente e nella sua persona. Quando si interfaccia con i media, il presidente appare sincero e pienamente convinto della propria visione, volenteroso di fare bene tanto a livello sportivo, quanto a livello commerciale. E se dal punto di vista commerciale la gestione diretta dello stadio permetterà alla proprietà di organizzare eventi extra calcio, dal punto di vista sportivo la genuinità delle parole del presidente troveranno concretezza nella realizzazione di un centro sportivo, che sarà verosimilmente situato nella valle di Noghere, nei pressi del centro commerciale Montedoro, nel Comune di Muggia. Per cominciare i lavori il Comune dovrà deliberare la modifica della destinazione dell’uso del terreno (e le conseguenti opere di urbanizzazione dell’area), con tempi non ancora definiti. Ma data la disponibilità politica finora manifestata, verosimilmente i lavori dovrebbero poter iniziare entro la fine dell’anno. Un centro sportivo da 5 campi a 11, dei quali 2 a fondo sintetico e gli altri in erba naturale, una foresteria e un centro medico e fisioterapico. La stima di questo investimento, invece, si riscontra in una cifra compresa tra i 12 e i 15 milioni di euro. Non è mica finita qui: l’Unione ha inoltre individuato un altro terreno, in provincia di Trieste, dove costruire altri 3 campi, da dedicare allo sviluppo della squadra femminile e degli Under 12. 

IN CONCLUSIONE

La Triestina ha intenzioni serie, serissime. Le prospettive a lungo termine con le quali la dirigenza si mettere ad operare è qualcosa che la città non respirava da tanto, ma veramente tanto. Al momento è l’immediato a preoccupare un po’ di più, perché la Triestina del 2023-24 non ha ancora capito di che morte dovrà morire e gli entusiasmi – giocoforza – sono stati smorzati dai risultati di campo, che a loro volta sono crollati nell’ultimo periodo. Però il presidente Rosenzweig ha sempre parlato con un occhio rivolto al presente ed un altro al futuro. Lo si è visto tirare fuori circa 8,5 milioni appena arrivato a Trieste per sistemare i bilanci disastrati lasciati da chi c’era prima, per poi spenderne all’incirca altrettanti per il rifacimento della squadra. Un esborso di circa 17 milioni, in Serie C, appena arrivato. Numeri fuori categoria, che certificano più di ogni altra parola le intenzioni e le ambizioni del numero uno rossoalabardato, in attesa che i triestini possano tornare a spingere la propria squadra e a gioire insieme ad essa tra le mura amiche di quel gioiellino di stadio qual è il Nereo Rocco.