
LA CRONACA
Primo tempo
All’Omero Tognon di Fontanafredda la Triestina affronta l’Atalanta U23 in un match infrasettimanale, per recuperare la partita non giocata due settimane fa a motivo delle convocazioni in nazionale da parte di alcuni tesserati bergamaschi. Si inizia con le due squadre che si studiano e provano vicendevolmente a rompere gli equilibri, ma il primo tiro verso la porta avversaria è dei padroni di casa con Omar Correia. Al minuto 11 percussione di El Azrak, che scarica ad Anzolin: cross per Lescano, che non è riuscito ad impattare a dovere. Al 18’ l’Atalanta si affaccia nell’area di Matosevic: un paio di rimpalli e tiro forte ma centrale, nessun problema per lo sloveno. È il 23’ quando la Triestina sfiora il gol: punizione di Vallocchia, Lescano fa la torre e la spizza per l’inserimento in velocità di El Azrak, che a tu per tu con Vismara non riesce a realizzare il gol; l’azione prosegue, con il numero 8 alabardato che tiene vivo il pallone e lo mette in mezzo: altra torre di Lescano, questa volta per D’Urso, che da pochi metri dalla porta non riesce a metterla dentro. Triestina in crescita, ma l’Atalanta non è passiva anche se non riesce a rendersi altrettanto pericolosa. Lo diventa, la Dea, al minuto 28: grande imbucata di Balde Diao ed altrettanto grande la risposta di Matosevic. Al 30’ capitan Malomo è costretto ad uscire per un colpo in testa subito da Comi su calcio piazzato, al suo posto Ciofani. Al 36’ grande ripartenza dell’Atalanta, con Capone che mette a sedere Moretti si fionda dentro l’area: miracolo di Matosevic e calcio d’angolo per gli orobici. Dopo 2 minuti di recupero le squadre vanno negli spogliatoi con il risultato ancora fermo sullo 0-0.
Secondo tempo
La ripresa inizia sulla falsa riga di com’è iniziato il primo, con l’Atalanta un po’ più pericolosa dei padroni di casa. Al minuto 50’ brutto fallo da dietro di Gyabuaa ai danni di Vallocchia, inevitabile il cartellino giallo. Al 53’ grande occasione per la Triestina, con Lescano che su calcio d’angolo costringe Vismara ad un altrettanto grande intervento in tuffo. Al 63’ palo dell’Atalanta, con Capone che tira dal limite: deviazione di Moretti e Matosevic battuto, ma il palo interno salva l’Unione prima della più classica delle spazzate da parte di Lorenzo Moretti. Atalanta che si fa sempre più pericolosa, ma la difesa della Triestina tiene. Al 73’ triplo cambio di mister Bordin, che rivoluziona l’assetto anteriore per provare a dare nuova linfa alla manovra. 75’ GOL DELLA TRIESTINA! DANIEL PAVLEV ribadisce in rete uno splendido cross di Correia. Nel momento migliore della Dea, l’affondo vincente dell’Unione, per mano di un uomo appena messo in campo da mister Bordin. 85’ GOL DELL’ATALANTA! VLAHOVIC devia in rete il tiro di Ceresoli, tenuto in gioco da Rizzo dopo un’azione concitata e caotica. Matosevic battuto e incolpevole e si è tornati in parità. Assegnati 5 minuti di recupero che però non vedono cambiare il risultato finale: 1-1 a Fontanafredda tra Triestina e Atalanta U23. Pareggio giusto per i valori visti in campo.
FORMAZIONI
Triestina (3-4-2-1): Matosevic; Moretti, Malomo (dal 30’ Ciofani), Rizzo; Germano, Correia, Vallocchia (dal 73’ Jonsson), Anzolin (dal 73’ Pavlev); El Azrak, D’Urso (dal 58’ Minesso); Lescano (dal 73’ Redan). All. Roberto Bordin
Atalanta U23 (3-4-2-1): Vismara; Ghislandi, Comi, Ceresoli; Palestra, Panada, Gyabuaa, Bernasconi (dal 62’ Chiwisa); Capone, De Nipoti (dal 62’ Jimenez); Diao (dal 67’ Vlahovic). All. Francesco Modesto
LE PAGELLE
Matosevic 7: tiene in equilibrio il risultato con un paio di miracoli che consentono alla Triestina di non subire lo svantaggio.
Moretti 6: buona prestazione difensiva, come del resto quella di tutto il reparto.
Malomo 6: ordinaria amministrazione, nella mezz’ora spesa in campo non ha sfigurato, contenendo a dovere la minaccia Diao. (dal 30’ Ciofani 6.5: ottima partita, tiene bene i pericoli del reparto avanzato avversario)
Rizzo 6.5: il migliore del pacchetto difensivo rossoalabardato. Ottimo in copertura, le sue marcature preventive sono impeccabili. Un leader del reparto, cresciuto con l’uscita dal campo di capitan Malomo.
Germano 6.5: grande spinta, attento in fase di non possesso. Qualche cross avrebbe potuto essere più preciso, ma si sta davvero cercando il pelo nell’uovo.
Correia 6.5: quando sta bene e gioca con la fiducia che aveva nella prima parte di stagione è un giocatore imprescindibile, totalmente fuori categoria. Oggi prezioso anche nell’assist che ha permesso a Pavlev di sbloccare la partita.
Vallocchia 4.5: fuori condizione, un po’ a livello fisico e sicuramente a livello mentale. Non la sua migliore prestazione, per usare un eufemismo. (dal 73’ Jonsson 5: approccio molle, troppo debole e nell’intensità del finale ha pagato dazio. Suo l’errore in uscita che ha restituito palla alla Dea, la quale nello sviluppo dell’azione ha trovato il gol dell’1-1 finale)
Anzolin 5.5: nulla di trascendentale in fase di possesso, si fa saltare un po’ troppo quando senza palla. (dal 73’ Pavlev 6.5: entra dentro e sblocca la partita, non soffre particolarmente e fa la fortuna di mister Bordin)
El Azrak 5.5: non ha giocato male, ma è stato molto impreciso negli ultimi metri e da uno come lui forse è lecito aspettarsi di meglio. Non è una bocciatura, ma il vero El Azrak è quello che si è visto in altre circostanze.
D’Urso 6: presente, un po’ impreciso nella rifinitura ma portatore sano di qualità e idee. Arriveranno giornate in cui sarà più incisivo di così. (dal 58’ Minesso 6: entrato bene, è stato più utile di quanto abbia rapito lo sguardo)
Lescano 6.5: partita di livello, priva di vere e proprie occasioni, ma ha lavorato tanto per la squadra, è sempre stato nel vivo del gioco e ha fornito due sponde tanto belle quanto difficili, peccato siano state sprecate. (dal 73’ Redan 5.5: impalpabile)
All. Bordin 6: partita preparata bene, contro un’avversaria in forma e di caratura differente dalle ultime squadre affrontate. Legge bene i cambi, ma paga l’errore individuale di Jonsson che ha tenuto viva un’azione che poteva spegnersi con una spazzata. Errore non imputabile al mister, che dimostra di aver piena coscienza del valore della propria squadra e dei propri giocatori.

