Dopo l’esonero di Michele Santoni, la Triestina si ritrova a doversi guardare dentro, farsi un esame di coscienza e capire come muoversi al meglio per salvare una stagione praticamente da buttare già a fine settembre.

Periodaccio della Triestina, reduce da 5 sconfitte consecutive in campionato e da 6 sconfitte complessive su 7 uscite stagionali. Una situazione che ha costretto la dirigenza rossoalabardata a prendere una decisione a questo punto inevitabile: il ciclo Santoni non è partito come l’ambiente sperava che facesse, non ha dato segni di ripresa e adesso è impazzato il toto-allenatori, con nomi che si susseguono tra speculazioni, indiscrezioni e fantasie.

Nomi nuovi, logicamente, ma anche il solito (trito e ritrito) ritorno di Attilio Tesser. Ricordiamo come la separazione tra il mister di Montebelluna e la Triestina sia stata molto, molto mal digerita dalla tifoseria e di come l’esonero dell’anno scorso abbia incrinato i rapporti tra la dirigenza del club e i supporter locali.

Il candidato ideale

Tuttavia, in un momento delicato di riflessioni e valutazioni come quello di adesso, il desiderio della tifoseria rossoalabardata di rivedere l’ex allenatore tornare potrebbe essere quello che metterebbe d’accordo un po’ tutte le esigenze della squadra, per molteplici motivi. Vediamoli insieme.

1) Attilio Tesser è il miglior allenatore in circolazione

Per la Serie C si intende, naturalmente. Il mister 66enne ha conquistato 4 promozioni dalla Serie C alla Serie B, più di qualsiasi altro allenatore nella storia della categoria. Tesser è una certezza in Serie C, una garanzia anche in Serie B. Dal punto di vista tecnico tattico è ancora sulla cresta dell’onda (al contrario di altri colleghi suoi coetanei che non hanno saputo stare al passo coi tempi) e ha ancora qualcosa da dire, ancora tanto da dare. Data la situazione di classifica della Triestina, ma anche il potenziale inespresso che ha la rosa, un nome esperto, navigato e vincente come lui in giro non c’è.

2) A livello economico è il più conveniente

Tesser è senza dubbio un top allenatore in Serie C e come tale va pagato. Il fatto che tutti ricordano è (ovviamente) che sia ancora sotto contratto con la Triestina, pertanto richiamarlo comporterebbe al club un risparmio nei confronti della voce “allenatore” che ha visto susseguirsi Tesser, Bordin e Santoni nel giro di 15 mesi. Ok che la proprietà non ha problemi di soldi, ma a nessuno piace spendere più di quanto potrebbe.

3) Conosce già molti elementi della rosa

A partire da Omar Correia, che con Tesser ha raggiunto apici importantissimi, ma anche Vallocchia, Struna, Rizzo, Germano ed El Azrak. Per un allenatore che subentra in una situazione così delicata e instabile a livello di equilibri ed autostima, iniziare a lavorare senza partire completamente da zero è un vantaggio al quale si dovrebbe attribuire il giusto peso. Trovarsi già con alcuni elementi della rosa, sapendo cosa poter chiedere loro e quali siano rispettivi pregi e difetti, non è assolutamente da sottovalutare.

4) Non si tratta di una minestra riscaldata

Contrariamente a quello che si dice generalmente quando un allenatore torna su una panchina già occupata, in questo caso non si tratterebbe di una “minestra riscaldata”. Le minestre riscaldate sono tali perché il ciclo dell’allenatore che ritorna, quando era andato via, era consumato, agli sgoccioli e aveva fatto il proprio tempo. A Trieste, invece, mister Tesser stava ponendo le basi per un lavoro che avrebbe voluto trovare una gratificazione diversa di quella che ha avuto. Si è interrotto un lavoro a metà e sarebbe ingeneroso dire che il ciclo di Tesser fosse prossimo al termine.

5) Sarebbe il ponte che ricongiunge club e tifosi

Siamo onesti: la Triestina l’anno scorso a gennaio ha vissuto una brutta crisi e probabilmente Lescano è stato preferito ad Adorante anche quando quest’ultimo sfruttava ogni ritaglio di partita nel periodo in cui l’argentino non vedeva la porta. Qualche critica si poteva muovere, ma non era nulla di così trascendentale da far scattare l’esonero. È lì che si è rotto qualcosa tra club e tifosi, se non è venuta a mancare la fiducia è venuta a mancare la chiarezza. Una tifoseria confusa e arrabbiata, quella che ha visto esonerare Attilio Tesser (da 3º in classifica) nel nome di una “fase 2” che non ha funzionato. Richiamarlo sarebbe un’ammissione di colpa che non umilierebbe nessuno, perché solo chi non fa non sbaglia e crediamo nella buona fede di chi lavora per il bene della Triestina. E i tifosi apprezzerebbero questa presa di coscienza, indice di umiltà ed intelligenza.

6) Tesser vorrebbe tornare

Stando a quel che risulta a noi di Fallo Tattico, Attilio Tesser sarebbe ben disposto a tornare ad allenare l’Unione. Posto il fatto che ci sia un contratto in essere, le modalità con cui è stato sollevato dall’incarico avrebbero potuto giustificare anche l’intenzione di rifiutare un eventuale richiamo, portando alla rescissione contrattuale. E data la notizia riportata da CitySport nella giornata del 28/09, secondo la quale il mister Roberto Breda avrebbe rifiutato di venire alla Triestina ed entrare in una situazione tanto delicata, sapere che invece un top della categoria come Tesser abbia voglia di “sporcarsi le mani” completa il quadro del miglior candidato possibile per la panchina rossoalabardata.

In conclusione

Certamente il ritorno di Tesser implicherebbe un enorme dietrofront da parte della dirigenza che lo ha esonerato. Significherebbe aver riconosciuto di aver commesso un errore ad esonerarlo per chiamare Bordin, un altro errore a non averlo richiamato a fine stagione scorsa, affidando la squadra a Santoni. E fondamentalmente crollerebbe tutto il discorso che si era fatto a febbraio sulla cosiddetta “fase 2”, discorso che si è trascinato dietro non poche incomprensioni con l’ambiente e che ha (di fatto) alzato un muro tra club e tifosi e smentirlo significherebbe fare una doppia figuraccia, perché si tornerebbe punto e a capo dopo aver messo sotto contratto altri 2 allenatori. Ecco perché, nonostante Tesser sia molto probabilmente il nome migliore tra quelli spuntati nel toto-panchina, il suo ritorno sulla panchina della Triestina resterà solo una suggestione che alimenta i rimpianti per quel che avrebbe potuto essere e che alla fine non è stato. E che probabilmente non sarà mai.

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