La Triestina ha ufficializzato e presentato l’accoppiata alla quale la città si aggrapperà per inseguire l’obiettivo salvezza: il direttore tecnico Daniele Delli Carri e mister Attilio Tesser. Chi lo avrebbe mai detto? Anche solo 10 giorni fa, nessuno.

Il ritorno di Tesser è senza dubbio la nota più lieta di questa stagione nefasta. Piccolo inciso, ma doveroso: Pep Clotet, senza particolari colpe, paga il fatto di essere figlio di un altro Dio. Doveva essere l’uomo del progetto di un ds (Collauto) che per un motivo o per un altro non è arrivato. Il nuovo direttore è normale e giusto che, come da prassi, scelga il proprio allenatore, con il quale dar vita al proprio progetto sportivo. Dispiace umanamente per “il nostro Pep”, ma si è trovato tra l’incudine e il martello di una situazione più grande di lui, nella quale si è comunque distinto per passione, grinta e impegno. Imperfetto come tutti, ha ereditato una squadra fragile e cotta fisicamente e l’ha lasciata per lo meno “soltanto” fragile. Ci ha messo del suo, ha provato a scuoterla, ma alla fine neanche lui è riuscito a cambiare l’inerzia. Grazie lo stesso, però adesso si va avanti.

Ritorno al futuro

Ma si va avanti davvero o si tratta più di un passo indietro? Perché domandarselo è più che lecito: mister Tesser, 3º in classifica l’anno scorso, ricordiamo tutti essere stato esonerato nel nome di una “fase 2” dalla quale ci si sarebbe dovuto aspettare qualcosa di diverso. E in effetti quello che è arrivato diverso lo è stato, sì, ma progressivamente sempre peggio: l’involuzione nella gestione Bordin è stata netta e la recessione del (mancato) ciclo di Santoni è la madre di tutti i principali problemi che si sono susseguiti quest’anno. L’intenzione di affidare a Daniele Delli Carri la direzione dell’area tecnica e di ricucire con Attilio Tesser è la dimostrazione, da parte di Alex Menta, che nel club ci si sia resi conto di aver commesso un errore e che sia nell’interesse comune quello di sotterrare l’ascia di guerra, per convergere uniti verso il bene della Triestina.

Gli errori comportano critiche (e non sono mancate), ma se dagli errori si fa tesoro e si cerca di rimediare, ciò andrebbe accolto quantomeno con una nota di piacere. Per il dt Delli Carri si pensa solo al presente (difficile dargli torto) e il presente dice che Tesser sia l’allenatore della Triestina fino a fine stagione, poi in base a come andrà la stagione si vedrà. Quel che è certo è che con un’armonia ritrovata e la validità dei professionisti entrati (e rientrati) nell’organigramma, dovesse andare tutto bene, sarebbe interessante vedere questo team all’opera insieme, per una stagione intera preparata congiuntamente dall’inizio.

Tesser è motivato

Qualcuno poteva avere dei dubbi sulla motivazione di mister Tesser, allenatore dal curriculum pregiatissimo, che non è subentrato quasi mai in carriera. Solo 2 volte in 22 anni di carriera prima della sua terza esperienza a Trieste: a Padova (nel 2008-09, esperienza poco fortunata) e a Terni (nel 2013-14), dove ha messo subito insieme 11 risultati utili consecutivi e ha salvato in scioltezza la Ternana da una situazione complicatissima, ma si parla di ormai 10 anni fa. E ora? Ora il mister è più motivato che mai e non si fa troppi problemi ad affrontare la corsa in zona salvezza: ”È brutta, perché hai pochi margini di errore e devi pedalare forte, però – ha detto il mister di Montebelluna nella conferenza di presentazione – non porta nessuna particolarità. Porta una concentrazione, una determinazione e una cattiveria ancora superiori, perché sai che non hai margini e solo così puoi fare qualcosa.”

Mister Tesser il quale ha dichiarato, tramite le parole di Delli Carri, che fare bene in questa seconda metà di stagione e salvare la Triestina equivarrebbe a vincere un campionato, in termini di coefficiente di difficoltà e di soddisfazione personale. E poi, fermo restando che ci si sia chiariti con la dirigenza, quel personalissimo senso di orgoglio nel guarire la squadra che con lui meno di un anno fa sognava la Serie B e che ora senza di lui è arrivata a temere la Serie D, aggiungerebbe sapore ad una sfida che ha rinnovato l’entusiasmo della piazza rossoalabardata.

ci sarà uno zoccolo duro più italiano

Delli Carri lo ha detto in modo chiaro nella conferenza di presentazione: la squadra è valida e si trova in questa crisi per una serie di errori e di cambi di allenatore. “Questa è una buona squadra – sostiene il direttore tecnico – che ha bisogno, oggi, di essere rivitalizzata. Al mercato ci pensiamo più avanti, con le idee chiare, naturalmente, già da adesso, ma adesso è inutile parlarne. La squadra va ripresa e la valutazione dell’intera rosa potrebbe essere di non cambiare nulla e aggiungere qualcuno, come potrebbe essere che nel corso delle prossime 4 partite ci ritroviamo a fare ancora pochi punti ed è normale che io e il direttore (Alex Menta, ndr) dovremmo intervenire.” Il nuovo direttore tecnico ha espresso più volte la sua contrarietà a sentenziare negativamente sulla squadra quando si devono giocare ancora quattro partite prima dell’arrivo di gennaio e del mercato di riparazione.

Tuttavia, qualcosa la si può già cogliere: da una parte, al netto di ogni parola di circostanza, il dt ha detto comunque di avere delle idee chiare già da adesso. Un altro indizio, in ottica mercato, arriva da Tesser. La conclusione della conferenza stampa, infatti, è stata all’insegna della comunicazione: “Siamo in Italia, è giusto che ci abituiamo a parlare in italiano e non in inglese, questo l’ho già detto nello spogliatoio. Imparare l’italiano è importante perché non è tanto nella comunicazione con me. In campo una squadra si distingue anche per dire ‘uomo’, ‘tua’, ‘mia’ e quindi sono parole comuni che bisogna avere. Non si può non conoscere queste situazioni, in campo ci si aiuta tantissimo con la parola. Poi il calcio è universale eh – è andato avanti il mister, ribadendo la sua posizione – però se io vado in America e voglio vivere bene, devo parlare l’inglese, non posso non conoscere la lingua. O, almeno, una base. È una cosa seria secondo me, ce l’ho dentro.”

Difficile, quindi, dire se si tratterà di rivoluzione o meno, saranno determinanti le 4 partite con le quali l’Unione concluderà il 2024. Però si può già capire che un focus importante sarà quello della conoscenza della lingua italiana, sia nei nuovi acquisti che, molto probabilmente, anche nella scelta dei titolari e – soprattutto – di chi continuerà a far parte del progetto tecnico in questo terzo mandato di Attilio Tesser.

In conclusione

Il mister è stato fermo circa 9 mesi ma non ha perso l’entusiasmo, come dimostrato all’inizio di questo suo terzo mandato in terra giuliana. Un allenatore come lui, con il suo trascorso e con il suo status avrebbe potuto tranquillamente rispondere “picche” alla possibilità di ri-unirsi col dg Menta e alla possibilità di subentrare in una situazione così compromessa come quella attuale. Però non lo ha fatto e ha abbracciato la sfida della Triestina con grande coraggio, tanta umiltà e quella voglia di fare bene il proprio mestiere che è caratteristica dei lavoratori come lui. E Trieste di questo può solo che essere contenta. Bentornato a casa, mister.