Siamo arrivati alla fine del 2024 ed è tempo di tirare le prime – momentanee – conclusioni. Come fatto più nello specifico per quanto riguarda la Triestina la settimana scorsa (qui), proveremo a dare un giudizio anche a tutte le squadre – e relativi allenatori – che hanno preso parte a questo campionato di Serie A.

ATALANTA: 9

Una società modello, che dopo aver alzato il primo storico trofeo della gestione Percassi, l’Europa League della scorsa stagione, punta a migliorarsi ancora. Quando vende, lo fa sempre a peso d’oro e quando compra, lo fa quasi sempre indovinando i propri acquisti.

Gasperini: 9

BOLOGNA: 8

Non era facile ripetere la stagione passata, nessuno ci avrebbe scommesso un euro. La verità è che invece a Bologna Saputo e Sartori hanno intenzioni serie e l’exploit dell’anno scorso è stato sfruttato bene nella costruzione di un progetto che mira ad essere sostenibile e che porti il Bologna a giocarsela sempre con tutti.

Italiano: 8

CAGLIARI 4.5

Una squadra lacunosa, costruita male e che presenta grossi difetti in ogni zona del campo. Claudio Ranieri, dall’alto della sua caratura, riusciva a mettere la polvere sotto il tappeto ma non tutti sono bravi come lui in questo. E in generale.

Davide Nicola: 5

COMO: 6

Tornano in Serie A dopo 21 anni e sanno che sarà un campionato di sofferenza e di sacrificio. Ma giocano discretamente, si tolgono qualche soddisfazione e al momento sono pure fuori dalla zona rossa. Avere un budget pressoché illimitato aiuta tantissimo, ma avere tanti soldi non equivale a spenderli bene e a vederne i risultati subito. Non va dato per scontato.

Fabregas: 7

EMPOLI: 7

Una squadra costruita per la salvezza e che si trova a metà classifica. C’è da dire che la classifica sia cortissima (pur essendo 11ª è solo a +5 dalla zona retrocessione) ma il gioco espresso e il fatto di non essere stati quasi mai invischiati in dinamiche salvezza è qualcosa che fa ben sperare anche per il girone di ritorno.

D’Aversa: 7

FIORENTINA: 8.5

Sarebbe stato un 9 comodo comodo, se non fosse stato per quella sconfitta in casa contro l’Udinese. E addirittura un altro mezzo voto in più senza il ko contro il Bologna dell’ex Italiano. La Fiorentina di Palladino gioca bene, segna tanto e ha rigenerato un Moise Kean che sembrava destinato ad un limbo di incompiutezza. Si ritrova 5ª in classifica solo perché sopra stanno andando tutti fortissimo, ma è a -3 dal 4º posto e ha ancora una partita da recuperare.

Palladino: 9

GENOA: 6

Non è una squadra costruita bene, anzi. La partenza di Gudmunsson non è stata rimpiazzata a dovere e probabilmente a Gilardino sono state imputate più colpe di quante non ne avesse realmente. Ma la sterzata data da Patrick Vieira si è vista subito e ha portato agli effetti sperati, facendo fare un notevole balzo in avanti in classifica e regalando alla piazza genovese una posizione che – al momento – sa di salvezza.

Gilardino: 5.5
Vieira: 7.5

HELLAS VERONA: 5.5

Una squadra piena di difetti, ma che nelle ultime settimane ha fatto dei balzi in avanti notevoli grazie alle vittorie contro Parma e Bologna. Gennaio è in dirittura d’arrivo e i tifosi scaligeri sicuramente sperano in qualche rinforzo.

Zanetti: 7

INTER: 7.5

Ai nastri di partenza era la squadra da battere e lo è ancora, ma più di qualcuno si era immaginato di vedere questa Inter capolista anche al netto della partita da recuperare contro la Fiorentina. Resta il fatto che sia a un tiro di schioppo dalla vetta e che non sia terza per demeriti propri, ma perché Atalanta e Napoli stanno tenendo un ritmo forsennato.

Inzaghi: 7

JUVENTUS: 5.5

La rifondazione bianconera era normale che facesse pagare uno scotto, ma in questa maniera probabilmente non se lo aspettava nessuno. La Juve si è ritrovata infortuni pesantissimi in difesa, costringendo Thiago Motta a far fare gli straordinari ad uno straordinario McKennie, terzino d’eccezione in più di un’occasione e il gap con le prime 5, pur non incolmabile, è già piuttosto corposo.

Thiago Motta: 6

LAZIO: 8

Alzi la mano chi si sarebbe aspettato una prima metà stagionale di questo livello. La Lazio di Baroni sulla carta non c’entra nulla con la posizione che ha in classifica, ma gioca bene, diverte, intrattiene e fa risultati. E ne fa tanti. Insieme alla Fiorentina, la sorpresa più bella di questo girone d’andata.

Baroni: 8

LECCE: 5

Il Lecce neopromosso lo sapeva che avrebbe dovuto lottare con le unghie e con i denti per mantenere la categoria, ma al momento ricopre la terzultima posizione e se il campionato finisse oggi si ritroverebbe in Serie B. La fortuna dei salentini è che ci sia ancora metà stagione davanti e che con l’arrivo in panchina di Marco Giampaolo le cose siano migliorate sia a livello di gioco, che di risultati.

Gotti: 4
Giampaolo: 7

MILAN: 3

Una squadra i cui titolari sono stati dati a Fonseca a fine mercato e, pur a fronte di una Champions League molto appagante, il campionato è avaro di soddisfazioni. La gestione dei momenti è pessima, la comunicazione è imbarazzante e il modo in cui si scaricano le responsabilità dirigenziali sul capro espiatorio che risponde al nome di Paulo Fonseca (non privo di colpe, anche se il meno colpevole) stride con il blasone di un club di questa caratura. La gestione del suo esonero, infine e in particolare, è roba da uomini piccoli piccoli. Povero Diavolo.

Fonseca: 5

MONZA: 4

Fanalino di coda, salvo miracoli è la squadra più accreditata alla retrocessione in Cadetteria. Una stagione pessima sotto tutti i punti di vista: mercato, scelta dell’allenatore e conduzione della squadra. O a gennaio avviene un miracolo, o è bene che in Brianza si accetti l’idea di salutare la massima categoria. Arrivati per provare ad emulare il progetto del Sassuolo di Squinzi, ne stanno copiando soltanto la debacle.

Nesta: 3
Bocchetti: 5.5

NAPOLI: 8

Senza le coppe e con Conte al comando avremmo immaginato tutti quanti che il Napoli avrebbe potuto giocarsela per il campionato, soprattutto dopo aver mantenuto l’ossatura dello Scudetto, Osimhen a parte. Tolto Osimhen, dentro Lukaku: certamente involuto rispetto ai bei tempi della prima esperienza all’Inter, ma comunque un giocatore che con il mister salentino sa fare la differenza. Anche se magari sarebbe da cambiare il rigorista.

Conte: 8

PARMA: 6.5

Il Parma è stato costruito per salvarsi e al momento è 14º. In lotta come tutte le squadre almeno dall’undicesimo posto in giù, la squadra di Pecchia ha però messo in mostra un gioco più che discreto e qualche individualità molto interessante. Con una seconda metà di stagione di questo livello, mantenere la categoria non sarà un’impresa.

Pecchia: 6.5

ROMA: 4

Della Roma si è detto tanto e dell’inadeguatezza della dirigenza, pure. Una squadra che in estate non si può dire essersi rinforzata chissà quanto, con la telenovela Dybala che sicuramente non ha dato e non dà stabilità all’ambiente. Esonerato De Rossi dopo un avvio difficile e complicato, le esperienze di Juric prima e (soprattutto) Ranieri poi testimoniano e certificano che alla fine il problema giallorosso non era l’allenatore.

De Rossi: 5.5
Juric: 4.5
Ranieri: 6.5

TORINO: 5.5

Prima o poi capiremo se Cairo deciderà di togliere il Torino dal limbo di mediocrità nel quale lo tiene incastrato da troppi anni ormai, ma pare proprio che intanto non lo capiremo nemmeno quest’anno. Poco può il pur valido Vanoli, protagonista di un avvio sorprendente, ma poi i valori vengono fuori e il Toro ad oggi non vale la metà sinistra della classifica. E infatti è 11º.

Vanoli: 6

UDINESE: 7.5

Non è piacevole per chi ha la Triestina nel cuore vedere i cugini fare così bene, ma va dato a Cesare quel ch’è di Cesare. Una squadra assemblata a fari spenti e senza proclami, un allenatore scelto pescandolo a sorpresa e la solita combinazione che alla fine porta i risultati sperati. Udine calcisticamente è un’oasi felice e se gran parte del merito è sicuramente della famiglia Pozzo e dei dirigenti del club, anche Kosta Runjaic, esordiente in Serie A, merita il giusto riconoscimento del proprio lavoro.

Runjaic: 8

VENEZIA: 4.5

I lagunari si sono presentati in Serie A con l’obiettivo di salvarsi e la consapevolezza che sarebbe stata una stagione lunga e travagliata. 13 punti in 18 partite, però, con conseguente penultimo posto, sono un po’ pochini. Spesso sembra una squadra che non vale la categoria e il mercato di gennaio dovrà portare sicuramente dei rinforzi, quantomeno per lottare e giocarsela con le dirette concorrenti. Anche perché il pur volenteroso Oristanio, punta di diamante del gioco di Di Francesco, non può fare miracoli.

Di Francesco: 5.5