La partita del Nereo Rocco ha visto la Triestina cadere per 1-2 contro la FeralpiSalò, in un incontro risolto con una prodezza individuale di Crespi, quando il pareggio sembrava il risultato più giusto per entrambe le squadre. Una partita che ci dice (almeno) tre cose che proviamo a mettere in ordine.

*QUESTO* È IL VERO STRIZZOLO

Un centravanti di razza, un ariete d’area. L’attaccante friulano nella prima metà stagionale aveva giocato pochissimo, per entrare in forma ha dovuto metterci un po’, ma poi alla prima titolarità si è infortunato ed è stato fuori un mese. Ritornato a disposizione, ha dovuto carburare un po’, mettendo in mostra prestazioni opache, anche se in crescita. Contro la FeralpiSalò, invece, è sembrato stare bene e si è visto non soltanto con il gol (un’incornata tanto splendida quanto potente), ma anche con le sponde, le sportellate e i fraseggi coi compagni: siano essi Olivieri, D’Urso, Cortinovis o le mezze ali. Le sue caratteristiche sono uniche in rosa e poter contare anche su Strizzolo in questo sprint finale è un bel plus che può far solo che bene alla squadra. 

È DIFFICILE RINUNCIARE A CORTINOVIS

Dopo essere entrato in punta di piedi nell’universo rossoalabardato, il trequartista bergamasco si è calato nella parte sfornando prestazioni in crescita costante. È vero che probabilmente non tira tanto quanto potrebbe e che ricerchi l’assist più che il gol, ma le sue giocate e i suoi passaggi imbucano i compagni con una pericolosità maggiore di quanto stia riuscendo a D’Urso in questo periodo. D’Urso del quale non si discute la qualità e il talento, ma avere una valida alternativa l’uno all’altro può essere cruciale nello sprint finale di questa stagione, sia per la gestione delle forze che per le caratteristiche messe a disposizione della squadra da parte di entrambi. La partenza di El Azrak non è stata indolore, ma l’ex giocatore atalantino ha estro e talento che finalmente riesce a mettere in campo con disinvoltura e qualità. 

DELLI CARRI CI METTE LA FACCIA E TRASUDA LEADERSHIP DALLA SCRIVANIA 

Non era scontato che il direttore prendesse la parola dopo la sconfitta contro la Feralpi. Non era scontato, ma probabilmente era la cosa più giusta. Daniele Delli Carri è un dirigente che ama stare lontano dai riflettori, lavorando dietro le quinte, lasciando ai giocatori e al mister la gloria dei risultati. Ma quando i risultati vengono a mancare, scende in prima linea e ci mette la faccia: una chiamata alle proprie responsabilità che probabilmente farà fischiare le orecchie a qualcuno nella dirigenza e che infonde comprensione e fiducia nei giocatori. Un dirigente che cerca di mediare con la stampa (e quindi coi tifosi) in un momento delicato per rassicurare la piazza (laddove possibile) e invertire l’inerzia mentale in vista dello sprint finale in campionato. Sprint finale nel quale, se ce la si può ancora giocare per una salvezza diretta, tanto lo si deve a mister Tesser e altrettanto al direttore Delli Carri stesso, per il capolavoro in sede di mercato messo in atto a gennaio.

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