La partita del Rocco ha visto la Triestina venire cortomusata dal Padova, in un incontro difficile e complesso e risolto con un colpo di testa di Bortolussi. Una partita che ci dice (almeno) tre cose che proviamo a mettere in ordine.

LA SPINTA DEI TIFOSI TUTTI UNITI PUÒ FARE LA DIFFERENZA

A scendere in campo sono sempre i giocatori, ma è parso evidente come i 2.097 padovani facessero molto più “casino” della tifoseria organizzata di Trieste e abbiano fatto sentire a proprio agio una squadra in trasferta che poi in trasferta non sembrava essere. Tutti uniti, tutti insieme, senza gruppi e gruppetti che frammentano cori e spinte verso i beniamini che scendono in campo. A (larghi) tratti è parso che il Padova giocasse in casa, con i cori della curva ospite che si facevano sentire più forte della curva di casa. I problemi veri dell’Unione sono altri e non si è perso per questo, ma quando si vedono tifoserie unite a sostenere la propria squadra, il pensiero a noi è automatico e sarebbe bello tornare a vedere una curva unita e coesa per i 90’ più recupero.

RIMPIANTO BORTOLUSSI

Era l’obiettivo estivo che inseguiva Alex Menta per sostituire Lescano. Non è arrivato, il Padova non lo ha lasciato partire. Ieri, da solo ha creato più pericoli di quanti ne abbiano creati Vertainen, Udoh, Strizzolo e Olivieri. Senza nulla togliere ai nostri (anche il contesto di gioco fa tanto e il Padova è una squadra in questo momento più forte), il centravanti biancoscudato è stato una costante spina nel fianco per la retroguardia alabardata. Lui e Vlahovic sicuramente i numeri 9 più forti di questo campionato e qualche pensiero su quel che avrebbe potuto essere se fosse arrivato Bortolussi anziché Krollis (sigh) è balenato nella mente di chi si ricorda il tentativo di acquisto poi naufragato.

NON È FINITA FINCHÉ NON È FINITA

I risultati del weekend hanno sorriso alla Triestina, anche se è vero che la Pro Vercelli abbia scavalcato nuovamente l’Unione con il 2-2 contro “l’altra Pro”. Mancano ancora Vicenza (al Menti) e Novara (in casa). Ci sono ancora tutti i presupposti per evitare i playout, anche se resta difficilissimo. Ma è una missione alla portata della squadra di Tesser e i ragazzi scesi in campo con la mentalità vista nel secondo tempo hanno concrete possibilità di far girare l’inerzia delle cose a proprio vantaggio. Non è finita finché non è finita ed è lapalissiano dover dare tutto in queste ultime 2 giornate per non dover fare altrettanto nelle 2 partite di un eventuale playout. Tesser ha provato un coraggioso 4-2-1-3 nel tentativo di far male al Padova e la soluzione con i 3 centravanti può essere un’idea che non è escluso rivedremo nelle prossime partite.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.