La partita del Rocco ha visto la Triestina dominare il Novara, in un incontro sorprendentemente agevole, con la complicità ospite che non ha propriamente venduto cara la pelle. Una partita che ci dice (almeno) tre cose che proviamo a mettere in ordine.

QUESTA SQUADRA HA ANCORA MARGINI DI CRESCITA 

Il Novara non ha posto resistenza e si è fatto macellare come un agnello al mattatoio. Però la Triestina, dal suo canto, ha imparato ad essere più verticale e ad interpretare meglio le doppie fasi: un buon segno in ottica playout, ma anche un’ottima base di partenza per qualsiasi cosa dovesse arrivare se e quando il playout dovesse avere l’esito che desideriamo. Pur con tutta la dovuta scaramanzia del caso. 

I GOL DEI CENTROCAMPISTI CI SONO MANCATI TANTISSIMO 

La doppietta di Fiordilino e il gol di Braima sono delle liete anomalie. Il centrocampista siciliano trova i primi gol con la maglia della Triestina proprio all’ultima di regular season, mentre il portoghese aveva già segnato in stagione e dimostra di averlo ancora il vizio del gol. Il primo (bellissimo) gol dell’ex Venezia è un colpo di testa in tuffo, a sfruttare un buco in area. Il secondo gol è di rapina, un tap-in che castiga la retroguardia avversaria senza pietà. Quest’anno ci sono mancati molto i gol dei centrocampisti e vederli segnare 3 gol nella stessa partita fa ben sperare in vista di un playout con il Caldiero, una squadra che si chiude molto e contro la quale gli inserimenti di chi sta in mezzo al campo saranno ancora più preziosi. 

ATTILIO TESSER CI AVEVA SALVATI SUL CAMPO

Ovviamente non lo avevamo capito ieri, si sapeva già da un pezzo. Però ieri si è conclusa la stagione regolare e possiamo dirlo con la certezza con cui si parla a fine campionato: Attilio Tesser ha fatto 37 punti da quando è tornato a Trieste, che sommati ai 6 che aveva l’Unione a inizio dicembre, sarebbero 43 punti conquistati campo dal mister di Montebelluna. L’inadempienza della dirigenza ha frustrato gli sforzi di squadra e allenatore, costretti ora allo spareggio col Caldiero il 10 e 17 maggio. Ma intanto, nel frattempo, non possiamo non essere grati per la splendida seconda metà stagionale a mister Tesser, al direttore Delli Carri e al gruppo di uomini (prima che giocatori) che hanno reso onore alla piazza di una città che per il calcio ama e (soprattutto) soffre come poche altre in Italia.

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