Il trequartista reatino contro l’Albinoleffe è tornato ad un gol che gli mancava dal 30 agosto
Dopo un inizio di stagione decisamente pimpante, non tanto per gol o assist messi a referto ma proprio per l’intensità messa in campo, Christian D’Urso è progressivamente uscito di scena. Già con Marino si stava spegnendo la sua stella e con il ritorno di Tesser si è consolidata la sua posizione gerarchicamente dietro la stellina turca, quel Teoman Gündüz che ha fatto stropicciare gli occhi in più di un’occasione in questa prima metà stagionale.
In questo momento, infatti, mister Tesser ha trovato la quadra e la squadra gira bene con Gündüz ad innescare i due attaccanti, trequartista più “di gamba” rispetto a D’Urso e capace di giocate che cambiano la partita, ma l’ingresso in campo del numero 10 contro l’Albinoleffe è il gol trovato dopo il 30 agosto (la 2ª di campionato, contro il Lecco) erano importanti per avvalorare un fatto: c’è anche Christian e con lui il suo talento.
6 gol e 20 assist a Trieste costituiscono un bottino di tutto rispetto per un giocatore che ha nella rifinitura una delle caratteristiche principali del suo modo di giocare. In questa stagione anomala per tutti i motivi che conosciamo (primo tra tutti, la mancata preparazione atletica che incide sulla forma di tutti e forse Chris ne ha pagato il prezzo più di altri) gli manca ancora l’aver trovato un assist vincente, ma ritrovando un po’ di benzina nelle gambe e fiducia nelle proprie capacità sarà solo questione di tempo prima di tornare a vedere D’Urso fare quello che sa fare meglio: il numero 10.


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