Siamo arrivati al giro di boa della stagione 2025-26, segnata dal pesantissimo -23 alla classifica della Triestina, che però non ha voluto saperne di mollare il colpo. Ecco le pagelle dei protagonisti

1 – Kristjan Matosevic

Una prima metà stagionale molto solida. Qualche incertezza nelle uscite (ogni tanto) e tante parate che salvano il risultato (molto spesso). Gran bel portiere, una certezza per la categoria oltre ad essere un mulon che sente l’Unione come pochi. Voto: 7

6 – Andrea Moretti

Praticamente per tutto il girone d’andata è l’unico difensore nel suo ruolo. I 6 mesi in prestito al Pontedera l’anno scorso sono serviti tantissimo, più a livello mentale che tecnico. Questo “Moro” qui è un altro giocatore rispetto a quello visto con Santoni e Clotet. Maturato. Voto: 7

23 – Tommaso Silvestri 

Uno degli eroi e dei simboli della salvezza conquistata l’anno scorso, quest’anno purtroppo ha iniziato in salita e la sua ripresa è stata ostacolata da un infortunio che fa perdere tanto alla retroguardia alabardata. Speriamo di vederlo tornare ai suoi livelli nel 2026, ma per ora il giudizio non può essere positivo. Voto: 5

5 – Simone Kosijer 

Lo abbiamo visto praticamente solo sotto la mano di mister Marino, ma finché ha giocato ha fatto intuire di avere un gran bel potenziale. Attento nelle marcature e coraggioso negli anticipi, nella linea a 3 di Marino ha anche guidato la difesa da ultimo uomo. Sarebbe bello vederlo impiegato più spesso. Voto: 6.5

6 – Rodolfo Moises

Grande impegno e dedizione, anche se tecnicamente i limiti sono evidenti e probabilmente lo sa anche lui. In quel poco tempo nel quale viene impiegato però il compitino lo porta a casa, non gli si può rimproverare molto. Voto: 6

3 – Leonard Palma

Ha stupito il suo debutto contro l’Albinoleffe, a maggior ragione perché se c’era un giovane difensore che aveva dimostrato qualità non indifferenti – senza nulla togliere a Palma – era Simone Kosijer. I 13’ giocati in quel 5-2 dell’Unione sono troppo poco indicativi per un giudizio reale, ma male non si può dire che abbia fatto. Voto: 6

14 – Matteo Anzolin 

La stagione scorsa l’ha passata da oggetto misterioso. Quest’anno ha fatto il braccetto nella difesa a 3 di Marino e il centrale accanto a Moretti nella difesa a 4 di Tesser. Lui che è un terzino sinistro… e non sta facendo neanche male. Voto: 6.5 

21 – Mattia Tonetto 

Il terzino figlio d’arte inizia discretamente la sua stagione, ma poi l’infortunio alla spalla contro il Renate lo ha messo ko dopo solo 7 partite di campionato. Dovrebbe tornare a gennaio e poter contare sui suoi sprint e sulle sue progressioni sarà un bel plus. Voto: 6

26 – Francesco D’Amore 

Arrivato a Trieste a parametro zero, con l’infortunio di Tonetto trova molto spazio anche se non trasmette la sua stessa sicurezza. Va spesso in sofferenza negli uno contro uno e non si fa notare molto in fase offensiva. Voto: 5 

2 – Alessandro Silvestro 

Bell’acquisto, purtroppo un po’ fragile ma il livello è notevole. Le sue incursioni sono spesso pericolose e in fase di copertura tiene bene campo e uomini. Positivo l’impatto, sarebbe bello poter contare su di lui con più regolarità. Voto: 6.5

15 – Idriz Voca

Non si capisce bene quale sia il suo destino a Trieste. Pare essere un oggetto misterioso: ogni tanto gioca, ma capita anche di non vederlo nemmeno tra i convocati (di una rosa corta e limitata). Dispiace perché umanamente è un ragazzo simpatico, positivo e sempre col sorriso addosso, ma neanche quest’anno sembra essere quello in cui si impone nel centrocampo alabardato. Voto: 5

33 – Domen Crnigoj

Arrivato a Trieste a fine estate, dopo aver passato tutto il 2025 senza giocare causa infortunio, senza preparazione (conosciamo la situazione da cui veniva l’Unione) e con circa 90 kg su 188 cm. Per entrare in forma era normale ci volesse un po’ di tempo e ancora non è a pieno regime, ma sta migliorando sempre di più e si vede. A tratti straripante per la categoria e quando starà bene – una volta per tutte – sarà un valore aggiunto di livello e prestigio assoluto. Voto: 6.5 

7 – Artur Ionita

Guerriero, capitano, leader. La leggenda del calcio moldavo si conferma ancora una volta uno dei migliori della squadra. Lui che dovrebbe avere 35 anni ma sembra ne abbia 10 in meno. Segna, fa segnare e tiene su la baracca nei momenti più difficili. Insostituibile, uno come lui è da clonare il prima possibile. Voto: 8.5

13 – Sofian Kiyine

Talento ed estro non gli mancherebbero, a mancargli però è tutto il resto. Gioca poco e non incide mai, finendo per essere utilizzato dapprima poco e via via sempre meno. Voto: 4 

11 – Teoman Gündüz 

La stellina turca dopo il grave infortunio dell’anno scorso a Lecco non solo ha ripreso da dove aveva lasciato, ma ha impennato la parabola della propria crescita calcistica. Ha strappato la titolarità a D’Urso e si è preso la scena sulla trequarti alabardata, dando la fortissima sensazione che abbia ancora tanto da poter offrire. Potenzialmente fuori categoria. Voto: 8 

17 – Kristofer Jonsson

Giocatore totale, perché sa giocare praticamente in tutte le posizioni. Chiamato a sostituire Correia, prende il ruolo di Omar pur senza esserlo, mettendo altre caratteristiche (tecniche e fisiche) a disposizione della squadra. Correia era un’altra cosa e sicuramente è più forte, però forse Jonsson è più utile. Per la categoria, il gioco a due tocchi (o comunque pochi) e l’abilità a smistare il pallone, dettando i tempi della squadra… gran bella prima metà stagionale la sua, alla faccia di chi lo derideva l’anno scorso. Voto: 7.5 

18 – Alessandro Louati

Inizia la stagione trovando spazio e minutaggio, ma non si fa ricordare per prestazioni eccezionali prima di un lungo infortunio che lo sta tenendo fuori da inizio ottobre. Voto: 5.5

8 – Christopher Attys

Anche per lui si fa un discorso simile a quello fatto su Voca, solo che da un certo punto in poi non solo ha perso la convocazione, ma parrebbe essere pure fuori rosa. Una forte involuzione da parte del centrocampista haitiano, che a Trento sembrava essere un giocatore totalmente diverso da quello visto a Trieste. Voto: 4 

10 – Christian D’Urso

Ha iniziato con grande intensità la stagione con mister Marino, ma poi quando è venuta meno la brillantezza a causa della mancata preparazione, si è spento progressivamente sempre di più. Preparazione che è stata assente però anche per gli altri. La sua qualità è indiscutibile, ma proprio per questo è lecito aspettarsi di più da un giocatore come lui. Voto: 5.5

28 – Leonardo Pedicillo

Arrivato a Trieste come interno di centrocampo o trequartista, alla fine gioca costantemente da terzino causa emergenza infortuni. Limitato in un ruolo non suo, ma fa quel che può con abnegazione, umiltà e sacrificio. Abbiamo elogiato Jonsson per la sua attitudine e la sua duttilità, è giusto farlo anche con Leonardo, pur non avendo rubato l’occhio. Voto: 6

16 – Jaron Vicario

Tecnicamente è valido, ma spesso è tutto fumo e poco arrosto. Non riesce mai ad incidere e non si fa notare per giocate particolari. Voto: 5 

29 – Noa Kljajic 

È giovane, è in un contesto particolare e per un attaccante di 19 anni è un casino crescere in una situazione come quella di quest’anno. Si applica, si vedono margini di crescita ma è ancora acerbo e andrebbe aspettato. La classifica però non permette di avere pazienza. Voto: 5

27 – Alessandro Faggioli 

Ci mette tanto cuore e tanta corsa, ma all’impegno non corrispondono anche i gol che avrebbe potuto segnare. La sua abnegazione però è encomiabile e gioca pure con una microfrattura pur di aiutare la squadra come può. Sfortunato in episodi come il rigore contro la Giana Erminio, impreciso altre volte quando la poteva mettere dentro. Voto: 5

9 – Eetu Vertainen 

A livello statistico è la sua miglior stagione. 5 gol e 1 assist in 11 presenze, con la media di 1 G+A ogni 126’. Il suo unico freno sono gli infortuni muscolari che lo hanno tenuto – e lo tengono tutt’ora – ai box, ma quando scende in campo mette in mostra il suo estro, il suo talento e anche la sua capacità di incidere. Voto: 7 

All. Giuseppe Marino (1ª-10ª)

Ha preso la guida della squadra in un momento nel quale non si sapeva nemmeno se sarebbe fallita di lì a qualche settimana oppure no. Non ha modo di fare la preparazione atletica, e per questo la squadra a inizio stagione è stata un po’ più brillante delle rivali, ma non ha nemmeno potuto imprimere più di tanto la propria impronta a livello di gioco e di schemi. Il risultato è stato comunque molto più che sufficiente, con 13 punti conquistati in 10 partite. Voto: 8 

All. Attilio Tesser (11ª-presente)

Ha raccolto la scomoda eredità di mister Marino, perché il tecnico napoletano è stato sostituito non per motivi legati ai risultati. Tesser però si trova una squadra che inizia a pagare lo scotto della mancata preparazione estiva e in più perde pezzi importanti causa infortuni. Con lui la squadra gioca un calcio molto più offensivo e all’arrembaggio, anche se non sempre accompagnata dalla fortuna e dai risultati che avrebbe meritato. Onestamente, però, sarebbe stato difficile chiedergli di più. Voto: 8 

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