Quando si parla di Arrigo Sacchi si parla di un luminare del calcio che non ha bisogno di presentazioni, di un uomo dalla conoscenza calcistica indiscutibile e dalla quale si ha sempre da apprendere qualcosa. Noi di Fallo Tattico ci siamo rivolti al mister di Fusignano per porgli cinque domande e chiedergli quali fossero alcune sue impressioni, che ci ha rilasciato in esclusiva.
Anzitutto mister, buongiorno. Che sensazione le ha dato aver visto Paolo Maldini tornare in società?
“Sono felice per il Milan e per Paolo. Per il Milan perché credo sia stato un ingaggio non solo importante per quello che ha fatto, ma per quello che farà.”
Un’impressione sul mercato del Milan, che a differenza dell’anno scorso sembra un po’ più oculato e mirato. Ma a lei che sensazione dà vedere la rosa del Milan quest’anno in confronto a quella dell’anno scorso?
“Mah, io credo che la rosa dell’anno scorso fosse molto giovane, e quindi ritengo che quest’anno debba essere naturalmente migliore dell’anno scorso. In più l’acquisto di Higuain, un centravanti importante; e Caldara che credo non farà rimpiangere Bonucci. Su Bakayoko non voglio dire nulla, spero solo che non sia quello che ho visto l’ultimo anno al Chelsea.”
Invece cosa si aspetta da Ancelotti al Napoli, perché comunque sostituire un maestro come Sarri non è facile, non sarà facile, anche se Carletto, che lei conosce bene, non è l’ultimo arrivato. Lei cosa si aspetta?
“È una grande sfida. Purtroppo la maggior parte della critica e dei tifosi non sa valutare quando una squadra è andata oltre le proprie possibilità o quando invece ne è stata sotto. Io ritengo che il Napoli sia andato oltre le proprie possibilità. Comunque è una grande sfida che solo un grande come Ancelotti poteva accettare, e spero sappia dare alla squadra un’identità forte così come l’aveva data Sarri.”
E Cristiano Ronaldo in Serie A, al di là del fatto che non abbia segnato contro il Chievo, alza davvero il livello di tutto il campionato, o solo ed esclusivamente quello della Juventus?
“L’arrivo di Ronaldo trasferisce l’attenzione del mondo sul campionato italiano, che era stato abbandonato. Alzerà il livello del calcio italiano, ma quello della Juventus ovviamente è più alto.”
Ultima domanda: Mancini CT, ruolo che lei ha ricoperto. Conosce a fondo le necessità e sa quali siano le differenze tra l’essere un allenatore della Nazionale in confronto all’essere un allenatore di club. Lei cosa ne pensa e cosa si aspetta da Roberto Mancini CT?
“Da CT non lo so, perché non l’ha mai fatto. Da allenatore è stato un buon allenatore, un ottimo allenatore. Io ho sempre pensato che per avere successo al massimo delle possibilità dipenda molto dal club, in questo caso dalla Federazione, dalla squadra, in questo caso l’allenatore, che deve dare un gioco, e dalla qualità dei giocatori. Ma senza le prime due componenti, puoi anche avere tutta la qualità dei giocatori che vuoi, ma la squadra non vincerà assolutamente niente. Vedi quello che ha fatto l’Argentina, o quello che hanno fatto i due giocatori più forti dell’ultimo decennio, che sono Messi e Cristiano Ronaldo: non hanno mai vinto un Mondiale, al massimo Messi è arrivato a giocare una finale.. Quindi, cosa può fare Mancini? Se non ci sono quei presupposti che ho messo, potrà al massimo mettere una pezza; se invece ci sono quei presupposti, usciremo dall’antichità.”
Personaggio iconico del nostro calcio, Arrigo Sacchi è un uomo che potrà anche aver smesso di allenare, ma non ha mai smesso di pensare.


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