La stagione regolare è terminata, con alcuni verdetti già sanciti (Padova in Serie B, Clodiense in Serie D), ma con tanto ancora da raccontare tra playoff e playout.
La regular season della Serie C si è conclusa con un paio di verità già alla portata di tutti: il Padova, primo in classifica per quasi tutto l’anno, dopo uno spavento durato un paio di settimane, ritrova la vetta e va a guadagnarsi la promozione diretta in Serie B. L’altro estremo della classifica, invece, ci racconta di una Clodiense che, da quando la Triestina ha rialzato la testa col ritorno di Attilio Tesser, è diventata il fanalino di coda per tutto il resto del campionato.
C’è ancora tanto da dire e da vivere, in ottica playoff e anche playout. In attesa dei verdetti definitivi da parte di chi ancora si sta giocando qualcosa, andiamo a dare un giudizio sul campionato disputato da tutte e 20 le squadre del girone A che hanno preso parte alla Serie C 2024-25.
LE PAGELLE

ALBINOLEFFE (4º)
Hanno in rosa il miglior giocatore del campionato, quel Mohamed Ali Zoma che Alex Menta aveva già provato a portare a Trieste in estate. Giocano un bel calcio, aggressivo e propositivo. Una bella stagione, con un piazzamento in zona playoff di tutto rispetto. Voto 7.5

ALCIONE MILANO (12º)
Neopromosso, l’Alcione a inizio stagione è partito fortissimo e a gennaio era a ridosso dei primi posti. Successivamente, un crollo: che fosse fisiologico o mentale, data l’ormai sicura permanenza nella categoria, non ci è dato a sapere. Però l’obiettivo dei meneghini era la salvezza e non sono neanche mai stati invischiati nella lotta per chi sarebbe rimasto in Serie C. Peccato per il tracollo finale, ma è stata comunque una stagione più che sufficiente. Voto 6.5

ARZIGNANO VALCHIAMPO (10º)
L’Arzignano si rende protagonista di una stagione a corrente alternata, ma comunque positiva. Una frazione in provincia di Vicenza che si intromette nei playoff generalmente occupati da squadre più ricche e ambiziose: le Cenerentole fanno sempre simpatia. Stagione positiva. Voto 7

ATALANTA U23 (8ª)
Solito campionato ad altalena per l’Atalanta U23, che avrebbe anche il potenziale per ambire a salire ma evidentemente non è prioritario. Si sa: a Bergamo la Prima squadra è fortissima e competitiva, la squadra U23 serve a far crescere i giovani in funzione del salto tra i grandi e probabilmente per qualche aspetto la Serie C è vista come maggior propedeutica in questo senso. Resta il piazzamento in top 10 e un playoff dal quale onestamente ci aspettiamo comunque poco. Voto 6.5

CALDIERO TERME (19º)
Neopromosso insieme ad Alcione e Clodiense, il Caldiero soffre tremendamente tutta la stagione. Esonerato Soave, arriva Bordin e poi ritorna Soave: ad un certo punto avevano anche perso contatto con la quintultima e con esso la possibilità di giocarsi il tutto per tutto al playout, ma l’harakiri dei dirigenti triestini regala ancora una speranza alla compagine veneta. Voto 4.5

FERALPISALÒ (3ª)
C’è poco da dire: Aimo Diana è una certezza per la categoria. Insieme a Tesser, probabilmente è il miglior allenatore in Serie C, senza nulla togliere agli altri colleghi. A Renate aveva fatto benissimo, al Vicenza qualcosa a un certo punto si è inceppato, ma se qualcuno avesse avuto dei dubbi su di lui, guardate questa Feralpi. Gioca un bel calcio ed è efficace. Dopo la partita del Nereo Rocco (che peraltro, ha anche vinto), chi scrive queste righe gli ha confessato che il suo nome preferito nell’estate scorsa era proprio il suo, Aimo Diana. Celere la risposta: “Io sono qua eh, quando volete…” Che ve lo diciamo a fare. Voto 8

GIANA ERMINIO (6ª)
La squadra di Gorgonzola sfiora un titolo, la Coppa Italia di Serie C, che avrebbe assicurato una posizione di prestigio nei playoff da disputare. Ma anche così, il piazzamento della Giana è di tutto rispetto: un gran bel 6º posto. Andrea Chiappella è un gran bravo allenatore, che si toglierà diversi sfizi in carriera se continuerà così. Voto 8

L.R. VICENZA (2º)
Hanno tenuto un ritmo forsennato per tutta la stagione e ad una certa avevano anche scavalcato il Padova dei record. Cosa sia successo nella testa della squadra contro la Virtus Verona lo possono sapere solo loro, ma è al Nocini che si sono fermati i sogni di gloria vicentini. Andrà meglio la prossima volta, come ogni anno. Non che a noi avanzi molto… ma tant’è. Resta comunque superlativo il rendimento tenuto tutto l’anno. Voto 9

LECCO (13º)
Retrocesso dalla Serie B, il Lecco ha affrontato una Serie C in totale affanno. Mai realmente al sicuro fino all’ultimo paio di settimane, i lombardi a gennaio hanno avuto il merito (loro malgrado) di fornire alla Triestina il giocatore che più di ogni altro ha cambiato volto alla squadra: Artur Ionita. Per di più in cambio di Attys. A Lecco qualcuno lo etichettava già come bollito, a Trieste si è dimostrato ancora determinante e decisivo e se non fosse stato per la dirigenza della Triestina, a quest’ora l’Unione le sarebbe arrivata pure sopra. Alla fine per loro è arrivata comunque la salvezza, ma i campionati soddisfacenti non sono esattamente questi. Voto 6

LUMEZZANE (15º)
Sulla carta mantiene la categoria, sul campo sarebbe finito ai playout. A salvare il Lumezzane sono stati i dirigenti della Triestina, che hanno zavorrato l’Unione e permesso a squadre come il Lumezzane (ma anche il Lecco, come detto, e la Pergolettese – e ci arriveremo) di tirare un sospiro di sollievo. Gioca a sprazzi e non sempre benissimo, è meglio quando deve speculare. Nonostante la salvezza sulla carta, non si possono non constatare delle mancanze a livello tecnico che in condizioni normali sarebbero costate più care. Voto 5.5

NOVARA (11º)
Probabilmente il Novara aveva voglia di anticipare le ferie. Non c’è altra spiegazione alla passività con cui i piemontesi hanno accettato la differenza di valori messi in campo nell’ultima giornata contro la Triestina: 0-6 e tanti saluti. Per il Novara si è trattato anche dell’addio ai playoff, scavalcati all’ultimo dall’Arzignano. La stagione degli uomini di Giuseppe Mascara è sicuramente positiva, però dai… c’è modo e modo per concludere una stagione. Voto 6

PADOVA (1º)
Domina, vince e stravince nel girone d’andata. Poi in quello di ritorno, come sempre storicamente gli succede, il Padova rallenta e si fa acciuffare dal Vicenza. Poi, però, il controsorpasso finale e decisivo. I biancoscudati si sono dimostrati migliori di qualsiasi altra squadra del campionato, e se hanno pareggiato 1-1 col Vicenza al Menti, all’andata all’Euganeo era finita 1-0 per i padroni di casa. Se di Liguori abbiamo già scritto e non è un personaggio per il quale proviamo simpatia, tanti altri giocatori sono tanto forti quanto fondamentali (Delli Carri junior, Crisetig e Bortolussi, per esempio) e, soprattutto, Andreoletti è un ottimo allenatore, destinato a fare strada. Mezzo voto in meno perché dopo aver dominato così il girone d’andata, farsi rimontare così come ha fatto il Padova è roba da manicomio, una sofferenza del tutto gratuita che hanno dimostrato ampiamente che avrebbero potuto evitare. Voto 9.5

PERGOLETTESE (14ª)
La Pergolettese ha fatto fatica quest’anno. L’obiettivo era mantenere la categoria e ci sono riusciti, ma non era decisamente questo il modo desiderato e desiderabile. A parità di punti con il Lumezzane 15º, se non fosse stato per l’inadeguatezza dirigenziale della Triestina sarebbe stata una salvezza tiratissima, ma gli alabardati si sono fatti del male da soli e ne ha tratto beneficio anche la squadra di Crema. Voto 5.5

PRO PATRIA (18ª)
Non ce ne vogliano i nostri amici bustocchi, ma sono stati una delle squadre più brutte da veder giocare. È vero che la bellezza risponda a parametri soggettivi, ma c’è un limite un po’ a tutto. Molto limitata tecnicamente, la Pro Patria ha un sussulto d’orgoglio nel finale di campionato, nel quale batte Arzignano, Virtus Verona e Lumezzane: tanto è bastato per accorciare il necessario per giocare i playout, ma la stagione resta fortemente negativa. Voto 4.5

PRO VERCELLI (17ª)
Un po’ meglio della Pro Patria, ma la stagione è negativa. Per le qualità che hanno in rosa non è che ci si possa aspettare il calcio champagne, ma nemmeno un campionato arrancando così. L’arrivo in panchina di Marco Banchini ha migliorato un po’ le cose, anche se non drasticamente. Voto 5

RENATE (5º)
Delle squadre d’alta classifica è quella che gioca indiscutibilmente peggio. La classica squadra sporca, molto fisica e preparata sulle seconde palle: il Renate costringe gli avversari a giocare male, in questa condizione gioca ad armi pari e spesso fa punti pesanti così. È un modo di giocare che non esalta particolarmente chi scrive queste righe, ma è innegabile che in quel di Meda funzioni e che, per questo, meriti comunque rispetto. Voto 7

TRENTO (7º)
A inizio stagione mister Santoni aveva detto che il Trento avrebbe lottato per i playoff, mentre lui avrebbe voluto vincere il campionato. Morale della favola? Trento ai playoff, mentre Santoni dopo 1 vittoria e 5 sconfitte consecutive è stato esonerato. Mai sottovalutare il Trento, squadra ostica e rognosa che vende cara la pelle con tutti e che è in grado di fare lo scherzetto un po’ a chiunque. Una stagione molto positiva, senza particolari acuti, ma all’insegna della continuità. Voto 7

TRIESTINA (16ª)
Una stagione senza senso. Una prima metà stagionale da 2, poi con la svolta arrivata con Tesser al comando, un ritmo da 8. La media farebbe 5, ma 1 punto va sicuramente tolto per l’inadeguatezza di una dirigenza che ormai c’ha preso gusto con le penalizzazioni. Delli Carri a gennaio ha stravolto la squadra e Tesser l’aveva salvata sul campo. Ma per il Tafazzi che impersona la dirigenza rossoalabardata non si è fatto un campionato sufficientemente ad handicap e così l’Unione è chiamata a salvarsi di nuovo e ad affrontare la prossima stagione con un’altra penalizzazione sul groppone. Voto 4

UNION CLODIENSE (20ª)
Non vogliamo infierire: la Clodiense si è presentata al via come la formazione meno attrezzata per la categoria e alla fine si è rivelata tale. Voto 4

VIRTUS VERONA (9ª)
Un caso più unico che raro. Il presidente-allenatore Gigi Fresco non solo mantiene per l’ennesimo anno la sua squadra tra i professionisti, ma lo fa portandoli per l’ennesima volta anche ai playoff. Non ci sarà l’ambizione di salire, ma per le dimensioni del club, i suoi ristrettissimi investimenti e il doppio ruolo di allenatore e presidente (chiaramente molto bravo in entrambe le posizioni), fare costantemente stagioni come questa è veramente… un caso più unico che raro. Voto 8


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